Alcune semplici ragioni per aver scelto e invitare ad aderire e sostenere la mozione congressuale “RIFONDAZIONE COMUNISTA IN MOVIMENTO”

Firmata da 104 componenti del Comitato Politico Nazionale tra i quali: Loredana Fraleone, Erminia Emprin, Imma Barbarossa, Roberta Fantozzi, Maurizio Acerbo, Paolo Ferrero, Ramon Mantovani, , Claudio Grassi, Cito Maselli, Luigi Vinci, Giovanni Russo Spena, Aurelio Crippa e tra questi anche il segretario del PRC Veneto Gino Sperandio.

Come compagne e compagni del PRC, dirigenti, militanti impegnati nei Circoli, nelle associazioni e realtà dell’impegno sociale, riteniamo che la mozione “Rifondazione in movimento” sia quella da sostenere e promuovere al Congresso, perché traccia chiaramente le questioni centrali per il futuro del nostro partito: da un’analisi profonda e critica della crisi della Sinistra, sfociata nelle disastrose politiche di aprile, alla definizione chiara e precisa di cosa è necessario per la ricostruzione ed il consolidamento del PRC.

Concordiamo pienamente, come previsto dalla mozione, con il rafforzamento di Rifondazione Comunista, con il rilancio del suo percorso di innovazione e radicamento nel territorio, nei luoghi di lavoro e di studio; una scelta indispensabile per ricostruire nella società l’opposizione al governo Berlusconi e alle larghe intese Veltroniane.

Non si tratta di una scelta conservatrice.

È palese la necessità che Rifondazione Comunista sia motore di una più larga unità di sinistra, ma questa non può avvenire per stati maggiori, deve nascere dal basso e fondarsi su una idea di rinnovata collegialità e democrazia partecipativa, contro il leaderismo che anche a sinistra ha fatto propria l’americanizzazione della politica.

In questo senso la proposta di costruire Case della Sinistra, dove incontrare tutte e tutti coloro che intendono promuovere esperienze ed iniziative comuni, ci pare la via più concreta e praticabile. Luoghi dove a nessuno dovrà essere chiesto di partecipare come ospite, rinunciando alla propria identità

E’ questa la premessa per un percorso che faccia tesoro delle sconfitte, ma anche che rompa con le pratiche di gruppi dirigenti separati, lontani dal lavoro concreto.

Non vi è nessun processo da fare ne a livello nazionale ne locale e proprio per questo riteniamo utile fin d’ora riconfermare la nostra intenzione per ricostruire le condizioni per una gestione unitaria del partito. Dobbiamo operare senza esclusioni, saper rinnovarci, alle donne e ai giovani far trovare porte spalancate e nello stesso tempo valorizzare le esperienze, i sacrifici e la generosità di tutte le compagne e compagni che costituiscono questa nostra comunità solidale.

Siamo convinti che non sia venuta meno l’urgenza per una alternativa al sistema liberista e quindi non condividiamo chi oggi, mentre propone una “Costituente della sinistra”, già la colloca in un incerto orizzonte culturale e programmatico del tutto subalterno al Partito democratico.

Crediamo ancora che il comunismo sia “uno strumento concreto per il superamento dello stato di cose esistente” e non sia possibile derubricare la trasformazione sociale a semplice stato d’animo individuale.

Ma la Rifondazione Comunista che anche nella nostra provincia veneziana vogliamo, deve saper ripartire dai territori, valorizzare i Circoli, costruire programmi concreti per partecipare e promuovere vertenze, iniziative, comitati, gruppi che concretamente operino nella società.

Dobbiamo tutte e tutti insieme provare a superare anni difficili, che hanno progressivamente trasformato il Partito in tanti comitati elettorali litigiosi, dando esclusiva visibilità e rappresentanza alle figure istituzionali.

Abbiamo bisogno di una Rifondazione che si faccia “partito sociale” che non misuri il proprio ruolo nelle istituzioni comunali, provinciali, regionali solo sulla base dei pochi privilegi acquisiti, bensì sappia mantenere uno stretto rapporto tra istituzioni e luoghi del conflitto, tra consiglieri, assessori e Circoli.

Certamente non può esserci attribuita una idea di chiusura, di autosufficienza.

Come compagni e compagne siamo stati in questi ultimi anni sempre attivi nella costruzione dal basso della sinistra unità ed è questo un terreno che oggi ci offre le condizioni per una relazione con una significativa base sociale, attenta alle nostre proposte e che con noi condivide i valori della sinistra.

Ma abbiamo la consapevolezza che senza il lavoro concreto dei nostri Circoli, delle nostre compagne e compagni del PRC, anche questi risultati non sarebbero mai stati possibili.

Nei prossimi mesi ci attendono scelte cruciali a partire dal rinnovo della Provincia di Venezia, il cui esito oggi risulta gravemente incerto. Con la nascita del Partito Democratico è bene comprendere che nulla dovrà essere dato per scontato. L’atteggiamento delle recenti elezioni politiche ma anche nei Comuni veneziani dove si è andati al voto, dimostrano quanto alto sia il rischio di discriminazioni nei confronti del PRC e della sinistra di alternativa in generale.

Da parte nostra abbiamo il dovere fin d’ora di rimettere al centro gli elementi di programma politico e gli obiettivi che riteniamo utili a quella parte di società della provincia veneziana che ancora oggi spera e guarda a sinistra.

Dobbiamo pretendere che siano le questioni concrete e le soluzioni condivise gli elementi di confronto in tutto il centro sinistra, anche per la definizione delle alleanze elettorali.

L’esperienza del Comune di Venezia e della Giunta Cacciari, dicono con chiarezza che per il Partito Democratico sono praticabili politiche neo centriste, rivolte a soddisfare le lobbies economiche, finanziarie, le conventicole con una idea di politica non lontana da quella dei comitati d’affari, trasversali agli schieramenti del centro sinistra e alla destra berlusconiana.

Senza un programma politico autonomo, distinguibile, concreto che indichi anche le alleanze necessarie con i soggetti sociali che subiscono queste politiche, sarà assai difficile ripartire con l’indispensabile lavoro di ricomposizione sociale, di legame solidale indispensabile per una sinistra popolare e di massa.

Ecco perché per noi è condivisibile il binomio “rafforzare Rifondazione Comunista, radicarla nel territorio e lavorare per l’unita della sinistra” rappresentato dal progetto illustrato nella mozione “Rifondazione Comunista in movimento”.

Il Congresso va vissuto come una occasione vera, di confronto schietto.

Vogliamo rassicurare le compagne e compagni che temono per l’unità del partito e invitarli tutti alla consapevolezza del momento: è in campo una ipotesi che prevede il superamento di fatto del PRC, lavorare per impedire che ciò avvenga è una scelta indispensabile ed è questo un appello che rivolgiamo a tutte e tutti.

Aderisci anche tu. Compila in form indicando nome e cognome, indirizzo email completo e scrivendo  ”sottoscrivo la mozione RIFONDAZIONE COMUNISTA IN MOVIMENTO” nel box grande dei commenti.

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